22 Settembre 2020
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Alex Zanardi alla Venice Marathon

29-10-2012 22:32 - News Generiche
Alex Zanardi
Con l´acqua alta ad impantanare le gambe e la bora sparata in faccia come lamette di un rasoio. Figurarsi a percorrerla a mezzo metro da terra e a masticare fango per 3 ore. Nel 2011 Alex aveva percorso i 42 km e 195 metri agganciando alla sua handbike (a ruote) un lettino (a rotelle...) su cui era adagiato l´amico Francesco Canali. Un classe 1968, sportivo e col sogno di correre almeno una maratona nella vita. Ma la Sla aveva deciso di tagliargli le gambe proprio quando quel sogno era così vicino. E così Alex, come se fosse la cosa più normale del mondo, l´ha trainato con la forza dei bicipiti, scarrozzandolo per tutta Venezia fino al traguardo di Riva dei Sette Martiti.

Due giorni fa, invece, il compito era ben più "semplice". Doveva solo fare da spalla a Eric Fontanari, ragazzo di Pergine Valsugana, tetraplegico dopo un incidente domestico. Eric la forza nelle braccia ce l´ha, ma non nelle mani, fondamentali per governare il razzo a tre ruote. Con la consulenza di Pierino Dainese la handbike è stata adattata alle esigenze di Fontanari e la sfida è iniziata, con solo una staffa alle spalle per essere sospinto da Zanardi nei momenti di difficoltà. Perché Eric non aveva la preparazione per i 42 km e rotti, lo sapeva. Eppure voleva provarci. Poi ci si sono messi contro la pioggia e il vento, e l´impresa è diventata impossibile.

Freddo, contrazioni muscolari, difficoltà nel controllare il mezzo. La corsa di Eric era incerta, ubriaca. La handbike picchiava a più riprese contro i marciapiedi. Non ce la faceva più. Ma Alex, normalmente, non accetta che una ruota possa smettere di girare ed ha rispolverato l´indole da "trattore": via la ruota anteriore di Fontanari, una corda per legarlo alle spalle e via in tandem. Sui ponti in salita, per le strade strette e umide, controvento. Fino al traguardo. Quando Zanardi, come un anno fa, è sceso dal suo missile ed ha sgambettato sui moncherini. Per spingere Eric e far tagliare il traguardo all´amico, prima che lo tagliasse lui.


Fonte: www.wakeupnews.eu
VPZdgizAlbEpmiLhC 19-12-2012
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Ciao Carlotta e ben ritrovata in qetsuo luogo e l´argomento di oggi e8 ancora pif9 ostico oppure pif9 delicato di quello che hai proposto ieri. Dunque condivido pienamente quanto tu hai esposto qui sopra ed aggiungo che tutti noi abbiamo in comune un problema che e8 quello di saperci o di non saperci relazionare davanti alle infinite diversite0 che la vita ci pone davanti. Di fronte alle similitudini diventiamo tutti buoni e concordi, mentre di fronte alle diversite0 diventiamo tutti pif9 facilmente meno buoni e in disaccordo.Questo e8 e rimane un dato di fatto innegabile ed oggettivo.Ed e8 per qetsuo motivo che cercherf2 di comprendere quello che il noto personaggio pubblico intendeva dire, senza andare ad aumentare la lista di chi, anche con ragione, lo ha criticato. Intanto il noto attore ha una certa ete0 e puf2 essere che lui tema la deformazione fisica o la diversite0 e qetsuo potrebbe essere un motivo, come chiave di lettura e di comprensione circa la sua non felice affermazione.Di pif9 al riguardo non aggiungerf2.Invece aggiungerf2 di pif9 sulle Paralimpiadi perche9 proprio ieri, mio figlio che segue molto lo sport, mi faceva notare la bellezza delle Paralimpiadi, arrivando a giungere alla considerazione che queste ultime possono essere anche pif9 impegnative ed entusiasmanti delle prime. In queste gare viene proprio fuori lo sforzo e l´ impegno sportivo mi ha detto, portando come esempio i giocatori della pallavolo. Guarda che hanno una preparazione tecnica ed atletica assolutamente rigorosa e perfetta, sul piano agonistico. Giocano da seduti, ma la tecnica e8 esattamente quella ! ha continuato a dirmi mio figlio.E poi mi ha riportato un momento di cronaca sportiva che si e8 trasformata in una involontaria scivolata con tanto di scuse finali, da parte del cronista televisivo. Quest´ ultimo, il cronista, stava intervistando un membro della Federazione Italiana Sport Paralimpiaci Ipovedenti e Ciechi, il quale gli stava spiegando le modalite0 e gli spazi fisici entro i quali si svolgevano le gare. Parlando dei portieri, il cronista ha chiesto all´ esperto se anche i portieri fossero non vedenti e l´ esperto ha risposto che i portieri sono vedenti. All´ istante il cronista si e8 reso conto della domanda che aveva posto e se ne e8 subito scusato. D´altra parte, l´ intervista consisteva anche nello spiegare come e dove avvengono le gare, dando come premessa il fatto che non tutti conoscano questa realte0 agonistica.Dunque qetsuo accadimento si ricollega al mio discorso iniziale sulle diversite0. Non bastano le buone intenzioni, occorre che queste vengano accompagnate dalla conoscenza. Ed infine ben vengano le Paralimpidi 2012 dove l´Italia ha portato a casa 13 medaglie, a dimostrazione anche del fatto che la vita non ha mai cosec tanti limiti, se e quando,non siamo tutti noi a metterglieli.Complimenti a tutti gli Atleti !



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