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Atleti formati localmente

07-03-2015 14:55 - News Biancoverdi
Scrivo "atleti formati localmente" e la tastiera del mio PC automaticamente muove i tasti e scrive dirigenti mentalmente disturbati, strano questo assioma, ma ha un che di onomatopeico.
Bando alla ciance, veniamo alle cose serie.
A stagione agonistica già iniziata, quindi a squadre già fatte, è venuto fuori un regolamento approvato nel 2015 dove si dice che 1/3 dei punteggi ai fini delle relative classifiche di società
deve essere ottenuto da atleti comunitari (anche italiani) ed extracomunitari che, a prescindere dalla nazionalità, si siano "formati localmente", cioè devono essere stati tesserati ad una qualsiasi Società affiliata alla FIDAL per almeno tre stagioni sportive, anche non continuative, nella fascia d´età compresa tra i 15 e i 21 anni.
Questo cosa significa? Per fare un esempio pratico, domenica prossima a Fiuggi ai Campionati Italiani di corsa campestre, ogni società potrà schierare 5 atleti; se i suoi 3 migliori atleti sono stati tesserati per la prima volta all´età di 22 anni (magari prima avendo praticato ciclismo, nuoto o altro), il punteggio non viene preso su questi 3 atleti, che presumibilmente saranno i migliori piazzati di questa società, ma da due di questi atleti e da uno che è stato tesserato per almeno 3 anni nella fascia di età tra i 15 e i 21 anni e che magari arriva ultimo, inficiando purtroppo il buon risultato della sua società.
Quale è la logica di questa norma, si può pensare, per incentivare le società ad investire sui giovani italiani. No, perché io posso avere un ottimo atleta di 40 anni che è stato tesserato nella fascia di età sopradetta e che mi sarà utile per il mio risultato di società. No perché io posso schierare anche un cittadino extracomunitario basta che sia stato tesserato per 3 anni nelle fasce di età sopradette.
Allora quale è la logica di questa norma? Beh udite, udite, sembra che questa norma sia stata introdotta perché lo scorso anno qualche società aveva tesserato diversi atleti, lettoni o lituani ed aveva vinto qualche campionato di società su pista.
Allora delle grandi teste pensanti hanno pensato per evitare questo di inserire nei regolamenti la norma.
Siamo in Europa e quindi dovremo accettare quello che ci piace e quello che non ci piace senza complicare la vita ai dirigenti di società che prestano la loro opera gratuitamente al contrario dei dirigenti e tecnici federali.
E comunque se un società vince dei campionati schierando atleti lettoni o lituani significa che in Italia siamo alla frutta.


Fonte: Daniele Verzieri



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