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Fiorentino festeggia 40 anni con la prima maratona. A New York

08-11-2016 21:09 - News Biancoverdi
„Andrea Pagliazzi racconta la corsa: "Che soddisfazione tagliare quel traguardo""
Fiorentino festeggia 40 anni con la prima maratona. A New York


Allenarsi per quattro mesi indossando le scarpette per almeno 4-5 volte la settimana, volare nella Grande Mela e correre la prima maratona della vita a New York tagliando l´ambito traguardo. Andrea Pagliazzi, 40enne ingegnere civile iscritto alla società sportiva Atletica Castello è fiorentino, uno dei 51000 ad aver completato la 42 km oltreoceano che si è svolta ieri. Poco conta che si sia classificato 9341mo in 3 ore e 49 minuti: "La prima cosa che ti chiedono gli americani dopo la gara è se hai completato la gara: ´Have you finished it?´. E quando gli rispondi ´yes´, tutti si congratulano con te: in hotel, per la strada. E poi oggi, il giorno dopo, i maratoneti devono sfoggiare la medaglia al collo e quindi tutti ti riconoscono e si complimentano".

"E´ una soddisfazione enorme, una vittoria impagabile - racconta dagli Stati Uniti - ho sempre sognato di andare a New York e questa è stata la mia prima volta in assoluto, oltre che la prima maratona corsa. Da circa un anno mi sono messo a correre in maniera più seria e mi è venuto voglia di cimentarmi in questa impresa. Poi i 40 anni, quindi è stato automatico decidere di festeggiare a New York".

Una corsa più dura del previsto: "Non credevo che il percorso fosse così difficile: saliscendi, lunghi falsipiani in salita - spiega - fino al km 18 sono andato bene, ero in palla e avevo le gambe giuste, poi improvvisamente ho sentito la fame e ho rallentato un po´ fino al km 36, quando le gambe non hanno risposto più. Gli ultimi 6 km sono stati difficilissimi". Anche perché nelle ultime settimane l´infortunio a una coscia non aveva consentito il completamento della preparazione. "E´ bellissimo lungo la gara sentir parlare la nostra lingua, gli italiani sono tantissimi, nel mio hotel c´era anche un gruppetto di Prato", aggiunge.

"Per tutti i 42 km la gente si accalca a bordo strada a fare il tifo - dice Pagliazzi - dai bambini ai più anziani, tutti a chiederti di ´battere il cinque´ con la mano mentre passi correndo. Poi tante band musicali a suonare dal vivo a bordo strada, dal rock al gospel, un tripudio di percussioni, canti, fischietti. Si attraversano tanti e tanti isolati, ognuno con la propria identità culturale, latina, nera, europea, ebraica. Ho visto personaggi dai costumi più strani per una competizione sportiva: da Superman, Ironman, l´uomo ragno, la statua della libertà, ballerine con il tutù, anche un pesciolino Nemo".

Infine, un suggerimento per chi la vorrà provarla in futuro: "Procuratevi una telecamera e filmate tutto dall´inizio alla fine perché le parole non rendono abbastanza l´incredibile spettacolo che ho vissuto".



Fonte: www.firenzetoday.it



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