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Troppo vecchio?

06-05-2016 19:46 - News Biancoverdi
Vince il ricorso contro i medici: a 93 anni può correre ancora e sabato gareggerà a Novara
Due anni fa era stato fermato: troppo vecchio!

L´anno più lungo della sua vita è stato quello in cui non è andato di fretta, correndo contro il cronometro sulle piste d´atletica, lui che nel 2014 a oltre novant´anni si era messo in tasca tre record del mondo nella sua categoria, uno in fila all´altro, come bere un bicchier d´acqua. Sabato Antonio Nacca, 93 anni a dicembre, festeggerà una nuova rinascita:
maresciallo in pensione della polizia di Stato, portabandiera degli Amatori masters Novara, tornerà a gareggiare nella sua città dopo il via libera del medico sportivo.

Ha fretta di tornare a tagliare di corsa la linea d´arrivo delle gare di mezzofondo, dopo 18 mesi passati a guardare le corse degli altri, ad allenarsi senza poter provare il gusto della competizione. Il suo caso aveva fatto scalpore: dopo tre record del mondo conquistati nel marzo 2014 ad Ancona ai campionati italiani Master, i camici bianchi dello sport gli imposero uno stop. Troppo anziano per gareggiare senza rischi e addio certificato per l´attività agonistica. Un paradosso, ricorda lui: «Un primo medico sportivo mi aveva rilasciato il certificato e con quell´abilitazione ai campionati tricolori indoor del marzo 2014 ad Ancora misi a segno tre primati mondiali in tre giorni negli 800, 1500 e 3000 metri. Quando per puro caso un secondo medico, che in passato mi aveva visitato negandomi il nulla osta, seppe che un collega mi aveva giudicato abile, riuscì a ottenere la revoca di quell´autorizzazione». Fece appello alla commissione regionale di Torino, ma la revoca del «cartellino rosso» non arrivò. Antonio Nacca, classe 1923, era troppo anziano per correre. Un verdetto che aveva l´aria di una beffa: «Mi era stato suggerito un vero e proprio paradosso – ricorda lui, ora sorridendo – per mantenermi in forma potevo fare attività sportiva, ma non in gare federali Fidal. In altre parole, potevo correre, ma solo nelle manifestazioni podistiche amatoriali, prive di riconoscimenti ufficiali».

Niente gare, niente competizione per un uomo che aveva corso trent´anni: «Il primo titolo nazionale lo conquistai nel cross nel 1985, un anno dopo essere andato in pensione – ricorda -, in seguito ne ho vinti altri settanta. Ma la vittoria più bella che ricordo non è una medaglia, perché grazie alla corsa sono anche riuscito a smettere di fumare, nel 1988. E quasi trent´anni dopo pretendevano di farmi smettere di correre». Uscire dallo studio medico con un nuovo nulla osta in tasca è stato come rinascere: «Due medici mi hanno dato ragione, dopo una scrupolosa visita. La fibrillazione atriale che qualcuno vedeva come ostacolo alla mia attività agonistica non è poi così inconciliabile. Sono straordinariamente felice». Ha ripreso subito gli allenamenti serrati, cronometro alla mano, al fianco di Carlo Delmastro, l´allenatore presidente della Amatori masters Novara che da anni lo segue nella preparazione: sabato a Novara alla 26° edizione del meeting Fidal «Trofeo Dellomodarme» tornerà ad allacciarsi le scarpe da corsa per i 400 metri e questa volta tagliare il traguardo avrà anche il sapore della rivincita.

ROBERTO LODIGIANI

Fonte: lastampa.it



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